Don Salvatore D'Angelo

Don Salvatore D'Angelo

Don Salvatore D'Angelo nasce a Maddaloni il 25 gennaio del 1920. A 14 anni, dopo aver frequentato i seminari di Caserta, Benevento e Napoli, è già a Roma, al seminario francese, dove lo chiama il cardinale Luigi Maglione, poi nominato Segretario di Stato del Vaticano. Nel seminario francese, don Salvatore rimane otto anni, conseguendo, nel frattempo, il baccalaureato in filosofia e la licenza in sacra teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Successivamente, dopo la sua ordinazione sacerdotale, consegue, nella Pontificia Università Lateranese, il titolo di baccelliere in "utroque iure"

Fondatore del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni

Nell'immediato dopo guerra, Don Salvatore decide subito di rinunziare a qualsiasi carica nell' ambito ecclesiastico e si dedica, così, interamente all'attività di assistenza all' infanzia abbandonata.

Il cardinale Giovanni Benelli, sostituto della segreteria di Stato, che visiterà il Villaggio, per la prima volta, nel 1970, rimane particolarmente colpito dalla grandezza dell'opera. A novembre del 1947, infatti, don Salvatore, al rientro dalla prima colonia estiva organizzata per i ragazzi orfani, occupa la caserma Nino Bixio, di origini borboniche ed abbandonata dopo la guerra, e lì insedia il quartiere generale delle sue attività. Nasce così la "Casa del Fanciullo" che diventerà "Villaggio dei Ragazzi" e, poi, "Fondazione Villaggio dei Ragazzi", con riconoscimento di ente morale nel 1975.

Nel 1961 riceve il diploma di benemerito della scuola, della cultura e dell'arte con relativa medaglia d'oro. A Natale dello stesso anno riceve a Milano la "Stella della bontà", "per l'instancabile, generosa opera" (si legge, tra l'altro, nella motivazione) svolta a favore dell'infanzia abbandonata. Nell'ottobre del 1988 un ulteriore, significativo attestato. Padre Byron, presidente dell' Università Cattolica di Washington, gli consegna, negli Stati Uniti d'America, il premio del centenario dell' Ateneo per "il costante impegno (è questa la motivazione) in favore dei giovani e per la risonanza internazionale della Fondazione Villaggio dei Ragazzi". La segnalazione viene dalla National American Italian Fondation, e cioè dai senatori e dai parlamentari di origini italiane che la custodiscono, i quali destinano tale riconoscimento a personalità italiane, o di origine italiana, che hanno tenuto alto il nome del proprio Paese.

L'opera del Villaggio

Il gioiello di tutta la Fondazione "Villaggio dei Ragazzi - Don Salvatore d'Angelo" è proprio l'importante opera sociale di assistenza e beneficenza chiamata "Villaggio dei Ragazzi". In un inizio, nell'immediato dopoguerra, si chiamò "Casa del Fanciullo". Da quel momento, centinaia e centinaia di ragazzi e bambini orfani, poveri, abbandonati, emarginati, hanno trovato nel "villaggio" la loro casa, la loro allegria e la speranza.

Ancora oggi, più di cinquanta anni dopo, il "Villaggio dei Ragazzi" continua ad essere la casa felice di tanti ragazzi e bambini bisognosi o sofferenti, particolarmente per la mancanza di affetto e di pace. In questo momento più di 500 assistiti, come convittori e semiconvittori, passano le proprie giornate nel "villaggio", studiando negli istituti della fondazione, e particolarmente nelle scuole elementare e media statali ubicate all'interno della struttura.

Una comunità di giovani suore "Alleate Carmelitane Scalze della Santissima Trinità", e una squadra di esperti educatori, seguono con grande amore e dedizione la formazione dei ragazzi, per offrire loro una casa, una famiglia e tutte le attenzioni necessarie. La motivazione, l'autoconvinzione e la formazione personalizzata sono gli elementi fondamentali della pedagogia formativa integrale del "Villaggio dei Ragazzi".

I sacerdoti Legionari di Cristo curano la loro attenzione spirituale, offrendo la propria vicinanza, l'attenzione sacramentale e il dialogo personale per ascoltare i loro bisogni, difficoltà e illusioni. Anche un esperto psicologo si trova continuamente a disposizione dei bambini e ragazzi ospiti.

Nel "villaggio" i ragazzi, oltre che andare a studiare di mattina a scuola, godono di sale per lo studio, una palestra per fare sport, una bellissima cappella, la barberia, la sala mensa, l'infermeria, una sala giochi per riposare, l'ampio cortile con i suoi giardini, la possibilità di imparare a suonare strumenti musicali, salotti per vedere filmati e documentali televisivi, e tantissime altre attività formative.

Presto di mattina si alzano per fare la "preghiera del villaggio" e la prima colazione. Dopo, si preparano per andare a scuola, lasciando la propria stanza pulita e ben ordinata. Alla fine di una intensa giornata piena di attività, studio, sport, ecc., fanno il bagno, l'ultimo ricordo per la Madonna e riposano serenamente negli istituti-dormitori ben attrezzati per il benessere dei "cittadini" di questo "villaggio".

Ecco il "Villaggio dei Ragazzi", nel cuore del Mezzogiorno Italiano, al servizio dei più piccoli e poveri.