Alberto Marzaioli

Alberto Marzaioli

Alberto Marzaioli, ciclista professionista, nasce a Maddaloni (Ce), dove vive tutt’ora, il 19/9/1938. Incomincia a gareggiare nel 1953 spinto da papà Domenico anch’egli ciclista negli anni post bellici della seconda guerra mondiale.
I primi anni non furono incoraggianti, soltanto un sesto posto nella gara di esordio, da esordiente. I primi segnali di miglioramento al secondo anno da allievo ma nel 1958, primo anno da dilettante, polarizza intorno a sé l’interesse degli sportivi che assistono in massa alle sue gare. Memorabili i suoi “duelli” con Mario Acconcia di Recale che gli contrastava il primato della popolarità in Campania. Ad ogni sua gara si organizzavano a Maddaloni vere e proprie carovane di tifosi per assicurare al loro idolo tutto il calore possibile. Passato nelle file della Internaples di Napoli, sotto la guida di don Vincenzo Milano, partecipò a tutte le gare di interesse nazionale per imporsi all’attenzione dei tecnici. Superò ogni difficoltà ma alla fine riuscì ad entrare nella schiera dei migliori.
Dal ’53 al ’60 ottenne oltre 50 vittorie, fu campione campano su strada nel ’58 e nel ’60, campione campano velocità su pista nel ’59, primo al Giro della Sila a tappe, terzo nel Giro della Provincia di Salerno a tappe, secondo nel campionato italiano dilettanti a Messina nel ’58, azzurro della strada per i mondiali di Zandwoort nel ’59 – riserva in patria – e P.O. per le Olimpiadi di Roma del 1960.

Il passaggio al professionismo

Nel 1960 durante la finale a tappe S. Pellegrino (vinta da Balmamion) fu notato da Gino Bartali che alla vigilia dell’ultima tappa (era quarto in classifica) gli fece firmare il contratto per il passaggio al professionismo con la stessa squadra S. Pellegrino. Debuttò alla Milano/Torino del 1961 e in quattro anni di attività professionistica, durante i quali vestì anche le maglie della CITE, FIRTE e IGNIS, partecipò a tutte le classiche nazionali ed internazionali tra le quali la Milano-Sanremo, Parigi-Roubaix, Parigi-Bruxelles, Giro di Svizzera, Giro di Catalogna, Parigi-Nizza, 4 Giorni di Dunkerque. Sebbene affetto da una cronica infiammazione al fegato, che già da dilettante gli impedì di partecipare come titolare ai mondiali dilettanti di Zandwoort, ottenne ottimi piazzamenti. I più qualificati tecnici di allora lo definirono l’elemento più valido, tecnicamente e stilisticamente, che il Sud aveva espresso dagli inizi del ‘900. Tra i risultati di spicco l’8° posto nella classifica finale del Giro di Svizzera 1962 dove ottenne anche numerosi piazzamenti da podio nelle varie tappe, fu considerato il miglior italiano in gara nonostante quel giro fosse stato vinto da un altro italiano. Si mise in evidenza anche nelle edizioni dell’allora Giro di Sardegna

Al Giro d’Italia

Alberto Marzaioli vi partecipò per tre anni di seguito. La prima volta, nel 1962, era in ottima posizione in classifica (ottenne anche un terzo posto nella tappa Chieti/Fano) ma fu costretto al ritiro nella tappa che si concluse per la bufera di neve al Passo Rolle e che fu vinta dal suo compagno di squadra Vincenzo Meco, compaesano di Vito Taccone. Soltanto 47 “superstiti” conclusero il Giro. Nel 1963 invece si classificò al 61° posto. Fu l’anno della clamorosa protesta della S. Pellegrino Sport nella quale militava. La squadra fu ritirata al termine della sesta tappa per protesta verso la Fed. Ciclistica Italiana per la vicenda legata alla maglia tricolore del proprio corridore Fontana. I corridori, però, furono tenuti in gara a spese dell’organizzazione con la denominazione “Squadra n. 11 Sport”. Al termine della tappa Caserta/Castelgandolfo fu intervistato nel “Processo alla Tappa” condotto da Sergio Zavoli. Marzaioli fu il più valido gregario di Zancanaro che concluse il Giro al 3° posto dietro Balmamion e Adorni.
Nel 1964, infine, nel Giro vinto da Jacques Anquetil, ottenne un lusinghiero 24° posto grazie agli ottimi piazzamenti inogni arrivo di tappa.