Personaggi Illustri

Giacinto De Sivo

Giacinto de' Sivo, scrittore e storico napoletano, nasce a Maddaloni, in Terra di Lavoro, il 29 novembre 1814. Il padre,Aniello,era un valoroso ufficiale dell’esercito borbonico e sua madre si chiamava Maria Rosa Di Lucia. Il nonno Giacinto aveva armato a sue spese dei soldati per difendere il regno, in occasione dell'aggressione giacobina e francese. Anche il padre era stato un ottimo ufficiale dell'esercito napoletano, ma aveva dovuto congedarsi a causa di un infortunio. Il giovane Giacinto preferisce studiare anzichè dedicarsi, come i suoi familiari, alla carriera militare, e frequenta, a Napoli, la scuola del marchese Basilio Puoti (1782-1847), maestro di lingua e di elocuzione italiana. Nel 1840 dà alle stampe la prima di otto tragedie, Costantino Dracosa; dopo quattro anni, pubblica la seconda tragedia, Florinda d’Algezira. In questo stesso anno si unisce in matrimonio con la nobildonna Costanza Gaetani dell'Aquila d'Aragona dei duchi di Laurenzana, figlia del conte Luigi(maresciallo di campo e aiutante generale del re), dalla quale avrà tre figli: Aniello, Luigi e Rosa Pia. Nel 1846 pubblica un romanzo storico, Corrado Capece. Storia pugliese dei tempi di Manfredi.

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Alberto Marzaioli

Alberto Marzaioli, ciclista professionista, nasce a Maddaloni (Ce), dove vive tutt’ora, il 19/9/1938. Incomincia a gareggiare nel 1953 spinto da papà Domenico anch’egli ciclista negli anni post bellici della seconda guerra mondiale.
I primi anni non furono incoraggianti, soltanto un sesto posto nella gara di esordio, da esordiente. I primi segnali di miglioramento al secondo anno da allievo ma nel 1958, primo anno da dilettante, polarizza intorno a sé l’interesse degli sportivi che assistono in massa alle sue gare. Memorabili i suoi “duelli” con Mario Acconcia di Recale che gli contrastava il primato della popolarità in Campania. Ad ogni sua gara si organizzavano a Maddaloni vere e proprie carovane di tifosi per assicurare al loro idolo tutto il calore possibile. Passato nelle file della Internaples di Napoli, sotto la guida di don Vincenzo Milano, partecipò a tutte le gare di interesse nazionale per imporsi all’attenzione dei tecnici. Superò ogni difficoltà ma alla fine riuscì ad entrare nella schiera dei migliori.
Dal ’53 al ’60 ottenne oltre 50 vittorie, fu campione campano su strada nel ’58 e nel ’60, campione campano velocità su pista nel ’59, primo al Giro della Sila a tappe, terzo nel Giro della Provincia di Salerno a tappe, secondo nel campionato italiano dilettanti a Messina nel ’58, azzurro della strada per i mondiali di Zandwoort nel ’59 – riserva in patria – e P.O. per le Olimpiadi di Roma del 1960.

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Don Salvatore D'Angelo

Don Salvatore D'Angelo nasce a Maddaloni il 25 gennaio del 1920. A 14 anni, dopo aver frequentato i seminari di Caserta, Benevento e Napoli, è già a Roma, al seminario francese, dove lo chiama il cardinale Luigi Maglione, poi nominato Segretario di Stato del Vaticano. Nel seminario francese, don Salvatore rimane otto anni, conseguendo, nel frattempo, il baccalaureato in filosofia e la licenza in sacra teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Successivamente, dopo la sua ordinazione sacerdotale, consegue, nella Pontificia Università Lateranese, il titolo di baccelliere in "utroque iure"

 

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Zibullo de Zibullis

Il primo degli uomini insigni di Maddaloni fu un tal Zibullo de Zibullis, notaio di professione e cronologo della distruzione di Galazia e del rifugio dei cittadini di quella in Caserta e Maddaloni.
Un avanzo di questa cronaca si conserva nell’archivio dei Padri Domenicani di Maddaloni.
La famiglia Zibullo colla parola piu’ addolcita Cipullo ha esistito in Maddaloni sino all’antipassato secolo, Nel 1488 si fa menzione di Giacomo e Francesco Cibullo di Maddaloni che avevano in enfiteusi moggia tre di territorio appartenente metà alla Chiesa di S. Benedetto e metà a quella di S.Aniello.

Gisano Pignatelli

Per ordine di Carlo d’Angiò arruolò in Caserta e Maddaloni 100 arcieri. Non l’avrebbe potuto fare se se non vi avesse avuto feudi e vassalli e non avrebbe avuto questo comando, se non fosse stato uomo distinto e fedelissimo alla dinastia. Il cognome Pignatelli esiste tuttora in Maddaloni benché fra gente volgare.

Pasquale di Parma

Dottor chirurgo di Carlo I d’Angiò, se non fu Maddalonese fu certamente feudatario in Maddaloni . I beni burgensatici decaduti al fisco per la morte di Rainaldo Maustrillo senza eredi legittimi, furono a lui concessi, ed il diploma di concessione e’ riportato dal de Sivo

Ermengano Sabrano

Fu gran giustiziere della gran corte della Vicaria, conte di Ariano, ed ebbe i diritti fiscali di Acheronzia in Basilicata e di Maddaloni in compenso della terra Nocera Salernitana devoluta alla corte

Archesia Santacroce

Fu donna insigne per nobiltà e damigella molto cara alla Regina, ed ebbe feudi in Maddaloni.