Atti condono

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Il condono edilizio è un’ordinanza statale che permette ai cittadini di sanare una posizione irregolare e usufruire della cancellazione, completa o in parte, della relativa multa o sanzione. Il condono edilizio si basa su una legge speciale e temporanea: quando il governo lancia questa misura, chiarisce entro quanto tempo si può aderire. Alla scadenza, non è più possibile usufruirne.

L’ente che gestisce le procedura è il Comune, con l’ufficio Condono. Sempre presso questo ufficio è possibile richiedere tutte le informazioni su richiesta, scadenza, documenti da presentare, dunque reperire il modulo da compilare per la domanda. Infine, l’ufficio si occupa anche delle sanatorie edilizie, ossia il procedimento ordinario per sanare talune irregolarità, ma su immobili in possesso di determinati requisiti.

La legge che istituisce il condono, prevede anche i costi, gli oneri e i diritti dovuti per la pratica. Tali costi comprendono delle parti fisse e variabili:

Costi fissi:

  • Costi di segreteria;
  • Oneri accessori.

Costi variabili:

  • Oblazione comunale (rappresenta la “multa” che si paga per sanare l’irregolarità, ma che è sicuramente inferiore a quella che si pagherebbe senza condono);
  • Oblazione statale;
  • Altre indennità risarcitorie.

Presso l’Ufficio Condoni del Comune è possibile chiedere informazioni dettagliate sugli importi, dunque le modalità di pagamento previste.

Nel caso che  la casa sia irregolare dal punto di vista edilizio, bisogna mettersi in regola. Tutto quello che devi fare è contattare un perito specializzato e chiedergli una consulenza. Egli confronterà il progetto originario dell’immobile con l’attuale conformazione e saprà dirti se ci sono delle irregolarità. In questo ultimo caso, per sanare la posizione bisogna :

  1. Presentare una Comunicazione Inizio Lavori Asseverata (CILA) al Comune;
  2. Se il Comune stabilisce che comunque i lavori sono stati fatti nel modo corretto, ossia nel rispetto del Testo Unico sull’Edilizia, e quello che mancava era solo la comunicazione, allora ti commina soltanto una sanzione: il lavoro diventa quindi regolare;
  3. Se il Comune stabilisce che i lavori non rispecchiano i requisiti previsti dal TU, per esempio le modifiche rappresentano un pericolo, allora ti obbliga a riportare l’immobile allo stato originario, a tue spese; se è possibile, per evitare ciò, puoi apportare nuove modifiche in modo da rendere il lavoro conforme.

 

 
 
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